Che vita da Scrapper: momenti di vita quotidiana tra realtà e fantascienza. Identikit di uno scrapper (prima parte)

“Aria sulla quarta corda” di Johann Sebastian Bach, altrimenti nota come sigla di Superquark
e… benvenuti ad una puntata della lieta scienza (perché la gaia l’ha già immaginata qualcuno
prima di me).
Per onestà intellettuale è opportuno però premettere che la divulgazione a seguire sarà
connotata dalla stessa validità scientifica offerta dalla “rubrica del cuore” di Cioè per
intendersi, solo su temi diversi dalla relazione tra aspirina e contraccezione, che ricordiamo
comunque aver segnato diverse generazioni.
Dunque, dicevamo, oggi offriremo una prima istantanea, un identikit dello scrapper.

Il nostro viaggio si svilupperà attraverso le seguenti tappe:
  • Origine e testimonianze;
  • Habitat;
  • Il linguaggio;
  • L’organizzazione sociale;
  • Le caratteristiche tipiche-tipizzanti.
In questa prima puntata affronteremo gli argomenti di origine e habitat, allacciate le cinture:
si parte!


Identikit di uno Scrapper

Parte prima



Origine e testimonianze
Secondo lo studio delle numerose fonti storiche di tipo scritto e iconografico, rinvenute nel
tempo e in nostro possesso, lo scrapper italico, figura tutt’altro che mitologica, seppur mitica,
trae la sua origine nella ragazzina di 12-13 anni che deponeva le bambole in favore del suo
diario farcito di bigliettini, disegni e schizzi, foto, stagnole di baci perugina, ritagli di riviste,
adesivi, testi di canzoni, stecchi di ghiacciolo abbandonati dal figo della 3^ C e sapientemente
recuperati, Vigorsol masticate occultate nell’antenata di una pocket, e altri feticci del
genere… no, non è un racconto autobiografico…va bene un pochino, ma chi è senza peccato
scagli la prima pie…ghetta e rendiamoci conto da dove tragga origine quell’accattonaggio,
quella fissa di conservare e recuperare, peculiarità di tanti.
Certo, perché quella degli scrappers è una vera e propria razza che può declinarsi in diverse
specie con fenotipo variegato, ma genotipo comune che li categorizza in famiglie.
Le prime testimonianze visive tutt’altro che mute, i tutorial, fonti tra l’altro tutt’ora prodotte
in abbondanza per testimoniare ai posteri la prolificità dell’era attuale, risalgono invece a tale
Muciaccia che due cose importanti ha insegnato ai successivi fabbricanti di video dimostrativi:
- mantenere il contatto con il ricevente… “fatto?”
- l’imprescindibilità di una manicure.

Habitat
L’habitat tipico di uno scrapper x avvantaggiato è generalmente la scrap room, l’habitat di uno
scrapper x svantaggiato è generalmente una scrap-caverna non abitabile e senza speranza di
condono, spesso ubicata sotto al letto, ma anche in scatole sparse, cassetti del coniuge, primo ospite intercettato dallo scrapparassita in cerca di uno spazio sempre maggiore.
Tra i due estremi di vantaggio e svantaggio ci sono però delle diverse fasce intermedie che
vedono fiorire l’habitat in angoli della sala, armadi a muro o ovunque la sfrenata fantasia
specie- specifica porti a insediarsi con l’obiettivo di colonizzare un territorio. Nonostante le
possibili variabilità geofisiche, caratteristica comune è comunque sempre quella: il caos.
Caos elevato all’ennesima potenza che si sommerà all’entropia cosmica con un logaritmo in base 10, rendendo il tavolo da lavoro un paesaggio neanche lontanamente paragonabile alle
conseguenze di un bombardamento, e talmente inagibile da costringere lo scrapper a
fustellare in condizioni estreme, sotto al tavolo, prono con la pieghetta tra i denti in perfetto
Rambo style. Tutto ciò, unito alla tendenza al limite del patologico del “non-buttare-mai-
niente-si-sa-mai-possa-servire-anzi-recuperiamo-anche-i-rifiuti-prodotti-dall’intero-
condominio” concorre allo sperare non passi il talent scout di “Sepolti in casa” che
garantirebbe un futuro fecondo a sé e a tutta la sua discendenza.
L’accumulo seriale è una delle caratteristiche genetiche dello scrapper x, l’elemento che
dovrebbe finire diritto nel bidone acquisisce diritto il diritto di assumere nuova vita in nome
del “può servire” tanto che il problema del sovraffollamento di Cina e India si riproporziona
rispetto a quello dell’habitat dello scrapper.
Finisce qui il primo appuntamento con la lieta scienza, vi aspetto per completare insieme il
fantastico viaggio alla scoperta dell’identikit di uno scrapper attraverso l’analisi del linguaggio,
dell’organizzazione sociale e delle caratteristiche tipiche-tipizzanti.

To be continued…
È una minaccia!

16 commenti:

  1. fantastica! acute osservazioni della realtà sono diventate un bellissimo racconto!

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  2. Emilia sei un genio! Quanta ironica verita hahaha

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    1. Più che genio mi definirei... no, non si può dire...

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    2. Più che genio mi definirei... No, non si può dire

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  3. grazie di aver accettato la nostra proposta!!! Sei uno spasso

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  4. 😂😂😂😂😂Vero, verissimo !!!!

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  5. Bellissimo, letto tutto d'un fiato e si... la descrizione mi calza a pennello per cui sono felice... NON SONO SOLA!!!
    Non vedo l'ora di leggere il seguito

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  6. Descrizione perfetta!Sopratutto non si butta via niente!!

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