giovedì 18 luglio 2019

Io mi scuso in anticipo, ancor prima di presentarmi! Non so neanche io perché sia qua, cioè me lo hanno spiegato, ma non l’ho capito proprio bene bene, sono stata pescata “in barca a vela contro mano”… che poi presentarsi pare facile?  Certe volte non so neanche io chi sono: uno, nessuno, centomila, ognuno di noi è sempre troppo per essere raccontato, un bel pezzo di me è certamente raccontato nei lavori che faccio, tipo questo che rappresenta la mia poetica, il mio manifesto.




Mi piace la figura del clown, certo se non ti dice “lo vuoi un palloncino?” da sotto a un tombino, anche se la mattina l’effetto che faccio è un po' quello, testimone il marito!
Ecco a parte questo mi piace il lato romantico e comico del pagliaccio e quel velo di malinconia che anche mi porto dietro e che non si strucca con l’acqua micellare.
Io non smetterò mai di chiedervi perdono (o cordono, se volete), perdonatemi per quello che sono: l’errore di sistema di questo gruppo, l’evidenza negativa, che in linguistica rappresenta tutto ciò che non appartiene ad una data lingua, io rappresenterò quello che non si deve fare per scrappare con dignità.
Cosa sono e cosa non sono?
Sono una pasticciona, casinista, un po' dissociata, disorganizzata, non incline alla velocità d’azione e a seguire schemi, né tecnica e precisa, non sono pronta, mai! Sono selvatica. Non sono la super star, sono quella che canta nella sua cameretta, sono l’intruso da trovare come nella settimana enigmistica… prendetemi per la stagista in apprendistato: pulirò i loro pennelli, farò i lavori di fatica, la receptionist, porterò i caffè. Ecco non sarò la continuità di chi non c’è più, non sono in grado di raccogliere nessuna eredità, non sono ancora neanche padrona della lingua!
Ma magari faccio belle foto? No!
So usare il pc? Se intendiamo che so scrivere con word!
Il mio stomaco è in subbuglio, ma forse è la peperonata, il mio cervello è in fermento, un via vai tra le connessioni, quel povero mono-neurone continua a correre disperato arrancando (oh! Non c’è una parte che sia tonica in me!), mi sono interrogata molto, dopo un primo momento di paresi riflessiva, su cosa possa dare io al gruppo, laddove non saprò arrivare con progetti e tutorial, spero almeno in una suggestione di ispirazione, un’immagine, un suono, una canzone, una frase, un libro, un sorriso…
Io speriamo che me la cavo, non vi rivolterete contro di me, vero?
Va bè al massimo che è potuto succedere a quella tizia lì…Mariantonietta!?!
C’è da perderci la testa.

Appunto










lunedì 15 luglio 2019

In passato ho già scritto un post sul "credere in sé stessi", ma a volte mi serve ripeterlo. 



Ultimamente guardo i social con uno spirito un po più critico…

Leggo i post e mi chiedo il perché di tante affermazioni…

Io credo che internet sia una grande possibilità: tutti possono dire qualcosa.

Tutti abbiamo la libertà di dire che non siamo d’accordo o che sposiamo un ideale, che una cosa ci piace oppure no.

Ma da qui a diventare esperti di qualcosa c’è molta strada…
Parliamo anche quando non sappiamo e il non sapere può dipendere dal fatto che non ci siamo informati a sufficienza o che non c’è la possibilità di conoscere proprio tutte le dinamiche.

Questo discorso lo possiamo applicare a qualsiasi tema: la politica, la religione, l’educazione dei figli… lo scrap.

E io mi sono proprio un po stancata dei “tuttologi”, leoni da tastiera che spesso sconfinano in volgari commenti, spesso sessisti, di certo maleducati.

E ripeto… vale in politica, nella religione religione, nello scrap…

E quando si va sul personale non ci siamo. Puoi dirmi che una persona non ti è simpatica, non piace a te come scrappa, ma non certo che è una fallita o una incapace. E invece.. facile cercare consensi su internet.. difficile poi essere veri nella vita, occhi negli occhi, faccia a faccia.

Di solito in quelle occasioni le cose non si dicono. Si sorride. E basta.

Non si dicono le proprie opinioni con la stessa fermezza. Non si critica direttamente con diritto di replica guardandosi negli occhi. No. Meglio farlo con post pubblici, senza nomi espliciti magari e solo alla ricerca di consensi.

Io preferisco quelli che aspettano prima di parlare. Che si fanno delle domande prima di dire la loro. Persone che non si credono superiori agli altri e in grado di gestire tutte le situazioni meglio di altri.

Persone che non giudicano, che ascoltano. Che pensano che forse nelle situazioni bisogna esserci prima di dire qualcosa.

Persone come me che magari hanno toccato il fondo in molti ambiti e che se vedono qualcuno che sta faticando non affossano ancora di più.
E ripeto… vale in politica, nella religione religione, nello scrap…

Una cosa che non piace a te, non è per forza un disastro.

Un pensiero che non condividi, non è per forza sbagliato.

Una persona che non corrisponde ai tuoi canoni, non è per forza brutta.

Un amore che tu non ritieni “normale”, non è per forza da buttare e non vale meno del tuo.

E le mie non sono parole. Sono esperienza diretta. Io le cose le dico. Forse sono meno simpatica. Cerco sempre di dire le cose in un modo corretto ”questa cosa mi sta ferendo”, “non mi piace quando fai cosi”, “non capisco perché hai detto questa cosa”. Ma ho deciso, ora più che mai, che lo farò sempre solo più con le persone a cui tengo. Persone il cui parere per me è importante. Perché sulle altre non ho più intenzione di perdere tempo.

Le persone polemiche, quelle brontolone che non hanno mai una parola buona per nessuno. Che possono solo criticare ma non si espongono mai non mi interessano più..

Ma in mezzo ai tanti commenti.. ai tuttologi… ci sono quelle che io definisco “perle”.
Sono persone speciali.. rare… le guardi negli occhi e “sanno di pulito”.
Spesso non si riempiono di parole.
E certo non si mettono in mostra. Perché sono belle.. e le cose le fanno per chi amano.

Spesso sono bravissime ma non pubblicano. Ne ho conosciuta qualcuna di queste perle. 
Una parola buona per tutti. 
Un commento positivo sempre. 
Non perché non vedano cose brutte. 
Ma se hanno un pensiero negativo lo tengono per sé, perché la critica gratuita toglie energie a chi la fa e tolgono il sorriso a chi le riceve.

In questo momento penso a persone precise, nella mia testa affiorano nomi e cognomi di persone belle che sono cosi. Persone che spesso hanno anche bisogno di credere di più in loro stesse. Perché talvolta si sentono “meno” di altri, ma se poi si buttano sono incredibili…

Cosi ho fatto uno smash book… per una di queste perle. L’ho fatto buttandomi su un terreno in cui non sono molto brava.. ma ho scoperto che pasticciare mi diverte molto e lo faccio lo stesso.

Uno smash book… Saprete tutti cosa è ma lo spiego per chi non lo sa..

Uno smash book è un diario in cui si può scrivere, disegnare, dipingere e incollare abbellimenti e ogni cosa ti porti un ricordo, un pensiero. Non è prevista alcuna pianificazione: semplicemente decorare come ti senti in uno specifico momento.

Puoi attaccare e ritagliare abbellimenti, foto, biglietti,… tenere traccia di una emozione o scrivere e raccontare un momento vissuto.

E’ un journal che lascia molto spazio alla creatività, e non ha uno schema vero e proprio da seguire. Tutto è lasciato all’iniziativa personale, e ognuno può impostare le cose come preferisce.

In uno Smash Book si possono documentare diversi aspetti della nostra vita: i nostri obiettivi, le cose che vogliamo fare, i nostri sogni, le idee per la nostra casa, i nostri progetti…

In pratica è un “contenitore” dove possiamo mettere tutto quello che ci passa per la mente, e farlo in maniera creativa, incollando tutto quello che abbiamo a disposizione e che ci sembra possa aiutarci a descrivere meglio quello che vogliamo.

Io per questo progetto ho preso uno Smash Book della K&Company già pronto all’uso, con pagine colorate di diverso tipo. E ho pensato di decorare la copertina per regalarlo proprio ad una di queste persone speciali.

Partire da un prodotto già pronto mi ha permesso di concentrare la mia attenzione sulla decorazione che volevo fare. Non è perfetta. Molto migliorabile.

Eppure è proprio dalla sperimentazione che posso crescere e dunque io procedo con le prove…è un bello stimolo quello di non essere bravi a far qualcosa… ti spinge a dare il massimo…

Il messaggio che volevo dare era proprio.. credi in te stessa.. e non so se ho raggiunto il mio scopo con Cecilia ma farlo mi ha divertito molto…

I passaggi che ho seguito sono questi…

Ho passato sulla copertina una mano di gesso..

Ho spruzzato con gli Ink di Tommy per dare alla base il colore su cui poi avrei fatto le altre lavorazioni..

Una volta asciugato ho fatto degli stencil di Tim Holz per avere degli effetti rilievo e sugli stencil ho timbrato.. questo ha dato solo alle parti in rilievo una parte di timbrata…

Con il gel medium ho incollato tutti gli abbellimenti e anche le paiettes… per questi lavori il gel medium è fantastico… si usa il pennello e si passa sia sotto che sopra la decorazione. Dopo un po diventa trasparente e tutto è attaccato in modo perfetto, dando anche la rigidità che serve.

Ho utilizzato anche un foglietto di carta dorata leggerissima che si sbriciolata in mano (non so assolutamente dove l’ho comprata e quando) e incollata sulla copertina sempre utilizzando il Gel medium..

Ho poi decorato con alcuni die cut che avevo e con degli abbellimenti in legno .. che ho colorato con un tampone verde per dare il tono che mi serviva…

Vi lascio un veloce video per mostrarvi i passaggi e vi esorto a provare provare provare credendo in voi stessi.. che non significa sentirsi i migliori, ma senza vergognarsi mai di ciò che si è fatto…


Alla prossima!!!

Silvia


 








giovedì 11 luglio 2019

Con gioia ed emozione entro in punta di piedi in questo spazio bellissimo
fatto di condivisione e colori. 

Mi chiamo Silvia e mi sono avvicinata al mondo della scrapbooking da poco; o meglio: “pasticcio” con carta e pennelli da che ho memoria, ma conoscere “Scrappiamo insieme”, qualche mese fa, mi ha aperto un entusiasmante mondo di creatività. Il clima sereno ed incoraggiante che si respira qui mi ha spinto a buttarmi a capofitto nella mischia sbagliando moltissimo, ma imparando ancor di più! E imparare è ciò che più amo! Proprio per questo sono insegnante: il contatto quotidiano con i ragazzi mi insegna ogni giorno qualcosa!

E qui arriviamo al mio progetto.




Cercando qualcosa che mi descrivesse come creativa e come persona, il pensiero è andato naturalmente alla mia grande passione: la letteratura e, in particolare, la poesia.

La poesia è per me un modo di guardare il mondo, problematizzarlo, sondarlo ed esprimerlo attraverso le potenzialità della parola. Poesia e scrapbooking per me sono sorprendentemente vicini: permettono di comunicare se stessi attraverso la bellezza gratuita, concepita come dono per sé e per gli altri.

Proprio l’anno scorso ho messo in atto con i miei studenti un progetto molto gratificante:
ogni mattina abbiamo letto una poesia diversa, senza commenti, compiti o analisi, solo per il piacere di iniziare la giornata con un momento di pura meraviglia. A fine anno ho raccolto ogni poesia in un libretto che ho regalato ai ragazzi. In quel caso si è trattato di un semplice ciclostilato, ma l’anno prossimo ho intenzione di fare qualcosa di più bello e “scrapposo”. Ed ecco il mio progetto: un libretto da riempire ogni giorno di versi per donare e condividere bellezza e grazia.

Allora pronti, via!

Per le copertine ho tagliato due pezzi di cartoncino di recupero a 15,2 cm per 21,2cm 



e li ho ricoperti con la bellissima carta Mintay Paper, collezione Dear diary, tagliata a 19 cm per 25 cm



Ho ricoperto poi l’interno delle copertine con due fogli 15 cm per 21 cm



Per le pagine interne ho creato 6 fascicoli di 6 fogli ciascuno piegati a metà (per ottenere 12 paginette a fascicolo) con normale carta da stampante


Con la matita ho segnato sul dorso di tutti i fascicoli i punti per i fori della rilegatura a 2 cm, 4 cm, 6 cm, 8,5 cm, 10,5 cm, 12,5 cm, 15 cm, 17 cm, 19 cm. 



Ho fatto i fori: non avendo un punzone ho ripiegato su uno sciccosissimo spillo con strass



Per non sbagliare a forare le copertine, ho creato una dima con un pezzo di cartone di recupero in cui ho segnato le stesse misure dei fori dei fogli (nella foto: la mia concentratissima aiutante) 




e ho poi bucato con la big bite e messo degli occhielli in tinta 



Ho poi rilegato cucendo i fascicoli alla copertina con la tecnica della rilegatura copta




Le foto non sarebbero state sufficientemente esplicative e quindi ho provato a fare il mio primo video tutorial su questa tecnica di rilegatura; lo trovate qui: Mio video su rilegatura

Per dare un po’ più di movimento alla copertina, ho ritagliato da un altro foglio i medesimi soggetti e li ho incollati spessorati con del fommy rosa cipria. 



Ho poi decorato la prima pagina con immagini e versi 


e scritto, con la mia pessima grafia, sulla seconda pagina una delle mie poesie preferite. 
Ho realizzato anche un piccolo segnalibro/tag, sempre con le carte Mintay. 



Spero che il mio “quaderno delle poesie” vi sia piaciuto e che possa essere di ispirazione per qualcuno: può facilmente diventare un diario, un’agenda, un quaderno per appunti… a seconda delle esigenze personali.


Ora riprendo fiato dopo l’emozionante apnea di questo intervento e vi ringrazio di cuore per quello che fate e che siete!

Silvia Scala

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